Aprire un conto cointestato è da sempre la soluzione classica per le coppie che vogliono gestire le spese insieme.
Ma è ancora la scelta migliore nel 2026?
Che tu stia andando a convivere, dividendo le bollette con un coinquilino, o semplicemente cercando di rendere le spese condivise meno complicate, questa guida confronta le opzioni reali in Italia — dalle banche tradizionali a quelle digitali, fino alle nuove alternative che stanno cambiando il modo di condividere il denaro.
Partiamo da qualcosa di diverso. Cino non è una banca nel senso tradizionale — è un'app per le spese condivise che funziona come un conto cointestato, senza però unire davvero le vostre finanze.
Come funziona: tu e il tuo partner (o coinquilino, o amico) collegate ognuno la propria carta. Quando pagate, Cino divide automaticamente il costo in base alla percentuale che scegliete — 50/50, 60/40 o importi personalizzati. Nessuna ricarica, nessun rimborso da rincorrere.
Il bello è che pagate entrambi la vostra quota all'istante, ma ognuno mantiene il proprio conto separato. È perfetto se vuoi i vantaggi di un conto cointestato — visibilità condivisa, una carta in comune — senza l'intreccio finanziario.
Non è un conto corrente completo: niente stipendio accreditato, niente scoperto, niente interessi. Ma come strumento quotidiano per condividere le spese, è probabilmente il "conto cointestato" più semplice e moderno che esista oggi.
Funziona con qualsiasi carta italiana — PostePay, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Revolut, ING e molte altre.

La banca più grande d'Italia offre conti correnti cointestabili con tutta la solidità che ci si aspetta. Puoi cointestare un conto XME o un conto base, con carta per entrambi i titolari.
È la scelta rassicurante: filiali ovunque, servizio clienti consolidato, tutela dei depositi fino a 100.000€ per intestatario tramite il Fondo Interbancario.
Lo svantaggio: canone mensile, burocrazia per l'apertura, e tutte le finanze completamente unite — con i conti tradizionali non c'è modo di vedere chi ha speso cosa.
Banca Sella unisce la tradizione di una banca storica italiana a un'esperienza digitale curata. Offre conti cointestabili con buona app, carte per entrambi i titolari e un servizio clienti apprezzato.
È una scelta solida per le coppie che vogliono un conto cointestato vero e proprio, ma con strumenti digitali moderni e l'affidabilità di un nome consolidato sul territorio.
Resta comunque un conto cointestato classico — le finanze si uniscono del tutto, e qualcuno deve comunque gestire chi ha pagato cosa.
Revolut è il più internazionale del gruppo. Puoi aprire un conto in pochi minuti e, se entrambi avete Revolut, condividere le spese diventa semplice.
Dove brilla è nei viaggi: puoi detenere e spendere in più valute, con tassi di cambio istantanei — ottimo se tu o il tuo partner viaggiate spesso o lavorate all'estero.
Da sapere: la tutela dei depositi dipende dall'entità Revolut a cui è collegato il conto, e alcune funzioni sono legate ai piani a pagamento. Ma se siete già utenti Revolut, è un'aggiunta intelligente.
ING è popolare in Italia per la sua semplicità e per il Conto Corrente Arancio. L'app è chiara, le notifiche in tempo reale rendono le spese trasparenti, e le condizioni sono spesso vantaggiose.
È una buona opzione per le coppie che vogliono un conto affidabile e senza troppi pensieri, con la comodità di una gestione completamente digitale e un marchio di cui ci si fida.
PostePay Evolution è una delle carte più usate in Italia, con IBAN incluso e disponibile in ogni ufficio postale. Non è un conto cointestato in senso stretto, ma moltissime coppie e coinquilini la usano per gestire le spese condivise.
È accessibile, familiare e diffusissima — ma da sola non divide le spese: qualcuno deve comunque anticipare e farsi restituire la propria parte. È proprio qui che Cino si integra bene, collegandosi alla PostePay che già usi e dividendo tutto automaticamente.
Dopo aver confrontato funzioni, costi e praticità, la conclusione è semplice: il miglior conto cointestato dipende da quanto volete davvero unire i vostri soldi.
Il denaro condiviso non significa più, per forza, un conto in comune. La scelta oggi è tra la struttura tradizionale e la semplicità moderna — e poter scegliere è già un bel vantaggio.
