Alternativa a Splitwise? Ecco come funziona Cino

July 20, 2026

Sei appena tornato da un weekend con gli amici, o hai chiuso la spesa del mese con il tuo partner, e apri Splitwise per vedere la situazione. Lista lunga, numeri precisi, tutto tracciato alla perfezione. Poi arriva il punto dolente: qualcuno deve ancora mandare 43,50 euro a qualcun altro. Magari lo fa subito. Magari se lo dimentica per due settimane. Magari tocca a te ricordarglielo, con quel leggero imbarazzo di chi si sente “quello che chiede i soldi indietro”.

Non è un problema di Splitwise che non funziona. È un problema che Splitwise, per come è costruito, non può risolvere. E se stai cercando un'alternativa proprio per questo motivo, vale la pena capire bene dove finisce il lavoro di un'app come Splitwise e dove inizia quello di Cino, perché non fanno la stessa cosa — anche se sembrano risolvere lo stesso problema.

Cos'è Splitwise e cosa fa davvero bene

Prima di tutto: Splitwise è un'app solida, ed è normale che tanti in Italia la usino ancora, nonostante l'interfaccia in inglese e qualche limite nella versione gratuita. Fa una cosa e la fa bene da anni: tiene un registro condiviso delle spese di gruppo.

Puoi dividere una spesa in parti uguali, per percentuale o per importo esatto (utile quando uno ha preso solo l'antipasto e un altro tre portate). Puoi creare gruppi illimitati — casa, viaggio, coppia — e Splitwise calcola automaticamente “chi deve cosa a chi”, semplificando i debiti incrociati con un algoritmo che evita giri inutili di bonifici (invece di tre trasferimenti separati, te ne suggerisce uno solo). Nella versione gratuita puoi registrare fino a 3 spese al giorno; con Splitwise Pro, che costa circa 4,99 dollari al mese (o circa 50 dollari all'anno), sblocchi spese illimitate, scansione degli scontrini, grafici di spesa, promemoria automatici e nessuna pubblicità.

Per chi vuole solo un quaderno digitale condiviso — una specie di “chi ha pagato cosa” sempre aggiornato — Splitwise fa esattamente quello che promette. E lo stesso vale per Tricount o Splid, che lavorano più o meno sullo stesso principio: registrare, calcolare, mostrare il saldo finale.

Il punto che nessuna di queste app risolve

Qui arriva il dettaglio che cambia tutto: Splitwise (e come lui Tricount, Splid, Settle Up) non trasferisce mai un euro. È, letteralmente, una memoria. Traccia chi deve cosa, ma il pagamento vero — quello che chiude davvero il conto — resta interamente nelle tue mani.

In Italia questo si sente ancora di più, perché Splitwise non ha nessuna integrazione di pagamento diretta nel nostro paese. Il flusso reale è sempre questo: qualcuno anticipa l'intera cena, o l'intera spesa del supermercato, o l'affitto della casa in montagna. L'app registra l'importo e calcola i saldi. Poi, fuori dall'app, chi deve i soldi fa un bonifico, o apre Satispay, o usa PayPal — e solo dopo torna dentro Splitwise a segnare “pagato” manualmente. Se non lo fa, il saldo resta lì, aperto, a ricordartelo ogni volta che apri l'app.

È il motivo per cui tante liste di Splitwise, dopo un po', si riempiono di voci mai chiuse davvero. Non perché l'app sbagli qualcosa, ma perché tracciare le spese e dividerle sono due cose diverse. Splitwise fa benissimo la prima. La seconda — il momento in cui i soldi si spostano davvero da un conto all'altro — non la fa proprio, per scelta di progettazione.

Come funziona Cino, invece

Cino nasce esattamente per chiudere quel buco. L'idea di base è semplice: invece di tracciare una spesa e lasciarti il compito di sistemarla dopo, la divide nel momento esatto in cui viene fatta.

Come funziona in pratica: ogni persona del gruppo collega la propria carta o il proprio conto a Cino. Quando uno di voi paga — al ristorante, al supermercato, per l'abbonamento condiviso — usa la carta condivisa Cino per il pagamento. In quell'istante, la quota di ciascuno viene addebitata in tempo reale direttamente sul proprio conto. Non su quello di chi ha “anticipato”, perché in realtà nessuno anticipa niente: ognuno paga la propria parte nello stesso momento, con la propria carta.

Questo significa zero saldi aperti, zero bonifici da ricordarsi di fare, zero messaggi imbarazzanti per sollecitare chi si è dimenticato. Non c'è nulla da “saldare” più avanti perché non si è mai creato un debito da saldare. Cino funziona con qualunque banca italiana — PostePay, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Revolut, ING e molte altre — quindi non serve cambiare banca o aprire un conto nuovo per usarlo.

Sul fronte prezzi, Cino non è un'app “gratis” nel senso tradizionale, ma il costo è pensato per restare quasi invisibile nell'uso normale: 20 centesimi per transazione, con un massimo di 5 euro al mese. Dopo circa 25 transazioni, tutte le altre del mese sono gratuite. Nessun canone fisso, nessun conto da aprire. Per un gruppo che divide spese quotidiane — la spesa, l'affitto, le bollette, le cene — è un modello pensato per l'uso frequente, non per il singolo weekend occasionale.

Quale scegliere, onestamente

Non c'è una risposta valida per tutti, e sarebbe disonesto dire il contrario.

Se il tuo caso è un viaggio con un gruppo grande e occasionale — dieci amici in Erasmus, un gruppo di lavoro per una trasferta — dove non tutti vogliono collegare una carta a un'app nuova, e ti basta sapere “alla fine chi deve cosa a chi” per sistemare tutto con un paio di bonifici, Splitwise (soprattutto nella versione gratuita, se restate sotto le 3 spese al giorno) resta una scelta ragionevole. È leggero, è conosciuto, e per un uso sporadico il limite del “devi ricordarti di pagare dopo” pesa meno.

Se invece il tuo caso è più simile a quello della maggior parte di chi usa Cino — una coppia che divide affitto, spesa e bollette ogni mese, o un gruppo di amici stretti che condivide spese ricorrenti, soprattutto d'estate tra weekend e vacanze — allora il problema non è “tenere il conto”, perché quello lo sai già fare a mente. Il problema è la parte noiosa dopo: chi manda cosa a chi, e quando. Lì Cino toglie proprio quel passaggio, perché la divisione avviene nello stesso istante del pagamento, non dopo.

Vale anche la pena dirlo chiaramente: se cerchi solo un'app per tenere nota delle spese senza mai voler collegare una carta o un conto a un servizio terzo, Splitwise (o Tricount) restano più adatti alla tua sensibilità. Cino richiede quel passaggio in più — collegare la carta — perché è proprio lì che sta la differenza: non un registro più bello, ma un modo diverso di gestire i soldi che si spostano davvero.

Come iniziare con Cino

Se il problema che vuoi risolvere è quello dei saldi aperti su Splitwise che non si chiudono mai da soli, il modo più semplice per capire la differenza è provarlo. Non serve cambiare banca, non serve un canone mensile, e la spesa media resta minima anche con un uso quotidiano.

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