Convivete da un po'. L'affitto lo paga uno, le bollette l'altro, la spesa chi passa al supermercato per primo. E ogni fine mese arriva lo stesso momento: aprire l'app della banca, guardare i movimenti, e provare a capire chi deve cosa a chi. Il bonifico da 137 euro "per pareggiare" è diventato un rito, e non è mai divertente.
A un certo punto qualcuno dice la frase: "apriamo un conto cointestato". Sembra la soluzione ovvia. In parte lo è. Ma prima di andare in filiale o scaricare l'ennesima app, vale la pena capire cosa offrono davvero le banche italiane nel 2026, quanto costa, e — soprattutto — se un conto in comune risolve il vostro problema o ne crea uno nuovo.
Un conto cointestato è un conto corrente intestato a due o più persone, ciascuna con pieno accesso al saldo. Ognuno ha la propria carta, ognuno può prelevare, pagare e fare bonifici senza chiedere il permesso all'altro. Di solito è a "firma disgiunta": basta uno dei due per operare.
Il vantaggio è evidente: un unico posto da cui escono affitto, bollette e spese comuni, con una visibilità condivisa su tutto. Lo svantaggio è altrettanto concreto: i soldi che versate diventano soldi comuni, con responsabilità comune. Se uno dei due spende troppo o manda il conto in rosso, riguarda entrambi. E se la relazione finisce, il conto va chiuso e diviso.
Quasi tutte le banche permettono di cointestare un conto. Le differenze reali stanno nel canone, nelle condizioni per azzerarlo, nel numero massimo di intestatari e nella possibilità di aprirlo online. Ecco le più cercate, nel modo più onesto possibile. I costi cambiano spesso: prima di firmare, controlla sempre il foglio informativo aggiornato della banca.
È la scelta rassicurante, ed è anche la più cercata su Google. XME Conto si può cointestare e dà a entrambi carta e app. Ha un canone mensile, che la banca riduce o azzera in alcune situazioni — per esempio per i più giovani o con determinate condizioni di accredito e promozioni. Il vero punto di forza non è il prezzo: sono le filiali ovunque, l'assistenza consolidata e la tutela dei depositi italiana fino a 100.000 euro per intestatario. Se volete una banca "vera" con uno sportello sotto casa, è qui.
Fineco è tra le poche che permette fino a tre intestatari, il che la rende interessante anche per coinquilini. Il canone mensile si azzera con condizioni abbastanza raggiungibili: under 30, accredito dello stipendio, oppure un mutuo, un prestito o una carta di credito con la banca. Apertura online, bonifici SEPA gratuiti, una piattaforma solida se uno dei due investe.
Semplice e digitale, con notifiche in tempo reale che rendono trasparente ogni spesa. Il canone mensile si azzera se accreditate lo stipendio o la pensione, oppure con entrate mensili sopra una certa soglia. Limite di due intestatari: perfetto per una coppia, non per una casa condivisa in tre.
Unisce una banca storica a un'app curata. Il conto Start si può cointestare, il canone è basso (nell'ordine di un paio di euro al mese) e gratuito per gli under 30. Fino a tre intestatari e apertura online. Una scelta solida per chi vuole un istituto italiano tradizionale ma senza filiale.
Gratuito il primo anno e per gli under 30, poi un canone mensile azzerabile con l'accredito dello stipendio di entrambi. Apertura online con SPID, massimo due intestatari.
Il conto cointestato Revolut è gratuito da aprire e si crea in pochi minuti dall'app, ma richiede che entrambi abbiate già Revolut ed è limitato a due persone. È imbattibile se viaggiate spesso, meno se il vostro problema è l'affitto. Ne abbiamo scritto una guida dedicata: conto cointestato Revolut, come aprirlo e quanto costa.
Domanda frequentissima: la PostePay Evolution non si può cointestare, perché è una carta nominativa. Il conto BancoPosta invece sì, e per molte coppie è la strada più familiare. Se usate già una PostePay a testa, però, esiste un'altra soluzione di cui parliamo tra poco.
Guardate bene cosa fa un conto in comune: crea un salvadanaio unico. Non divide nulla. Dovete comunque decidere quanto versare ciascuno ogni mese, ricordarvi di farlo, e sperare che le uscite non superino quello che c'è dentro. Se uno guadagna di più, la divisione "giusta" resta un calcolo vostro. Se una spesa era personale ma è partita dalla carta comune, la contabilità torna a essere un problema.
In altre parole: tracciare le spese e dividerle sono due cose diverse, e un conto cointestato non fa nessuna delle due. Mette i soldi nello stesso posto. Punto.
Poi c'è il tema che nessuno vuole affrontare al momento dell'apertura: l'uscita. Un conto cointestato lega le vostre finanze, e slegarle richiede la chiusura del conto, la divisione del saldo e, nei casi peggiori, una discussione su chi ha messo cosa.
Cino parte da un'idea diversa. Invece di un conto nuovo, crea una carta condivisa collegata alla carta di debito che ognuno di voi ha già — PostePay, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Revolut, ING e molte altre. Quando uno dei due paga con la carta condivisa, la spesa viene divisa nello stesso istante e ognuno viene addebitato della propria quota sul proprio conto.
Nessun salvadanaio da alimentare. Nessun bonifico di pareggio a fine mese. Nessuna responsabilità solidale, perché i vostri conti restano separati: ognuno vede il proprio saldo, e la carta condivisa si elimina in pochi secondi se serve.
La percentuale la decidete voi — 50/50, 60/40, quella che ha senso per come guadagnate — e la cambiate quando volete. Se vi interessa questo aspetto, abbiamo scritto una guida su come dividere le spese in coppia con stipendi diversi.
E a differenza di quasi tutti i conti cointestati, non c'è il limite di due persone: funziona anche per tre coinquilini o un gruppo di amici.
Cino non è gratis, e vale la pena dirlo subito: 20 centesimi per transazione, con un massimo di 5 euro al mese. Dopo circa 25 transazioni, tutte le altre del mese sono gratuite. Nessun canone, nessun conto da aprire. Per una coppia che fa la spesa, esce a cena e paga le bollette insieme, siamo nell'ordine di 3-5 euro al mese, sempre.
Se volete un vero conto in comune — dove far arrivare gli stipendi, mettere da parte per un obiettivo, magari chiedere un mutuo insieme — il conto cointestato è la scelta giusta, e tra quelli sopra Fineco e Banca Sella sono i più flessibili sul numero di intestatari, mentre Intesa Sanpaolo vince se la filiale per voi conta. ING e Mediolanum sono ottime opzioni digitali per una coppia con lo stipendio accreditato.
Se invece il vostro problema è più semplice — dividere le spese di tutti i giorni senza fare i conti a fine mese e senza unire le finanze — un conto cointestato è un impegno sproporzionato. In quel caso una carta condivisa come quella di Cino fa esattamente quel lavoro, con ognuno che resta padrone del proprio conto. Il confronto diretto è in carta condivisa per coppie: come funziona.
Molte coppie, alla fine, fanno entrambe le cose: un conto cointestato per l'affitto e i risparmi, Cino per tutto il resto.
Quali banche offrono conti cointestati?
Praticamente tutte: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Fineco, ING, Banca Sella, Banca Mediolanum, Credem, BancoPosta e le banche digitali come Revolut. Le differenze sono nel canone, nelle condizioni per azzerarlo e nel numero massimo di intestatari (di solito due, tre per Fineco e Banca Sella).
Quanto costa il conto cointestato Intesa Sanpaolo?
XME Conto ha un canone mensile che la banca riduce o azzera in base a età, condizioni di accredito e promozioni attive. Le cifre cambiano nel tempo, quindi la cosa più sicura è controllare il foglio informativo sul sito Intesa Sanpaolo prima di aprirlo.
Esiste un conto cointestato a zero spese?
Sì, ma quasi sempre "a condizioni": Fineco, ING, Mediolanum e Banca Sella azzerano il canone con l'accredito dello stipendio o per gli under 30. Revolut è gratuito da aprire, ma le commissioni dipendono dal piano di ciascuno. Se cercate zero spese senza condizioni, Cino non è un conto ma costa al massimo 5 euro al mese e non richiede di aprire nulla.
La PostePay Evolution si può cointestare?
No: è una carta nominativa. Il conto BancoPosta sì. In alternativa potete tenere ognuno la propria PostePay e collegarla a Cino, che divide le spese al momento del pagamento.
Qual è il miglior conto cointestato per una coppia che convive?
Dipende da quanto volete unire le finanze. Per un conto unico completo, ING o Mediolanum se avete lo stipendio accreditato, Intesa Sanpaolo se volete la filiale. Per dividere le spese quotidiane senza aprire un conto, una carta condivisa come Cino è più semplice e si chiude in un secondo se cambia qualcosa. Qui trovi la guida completa su come dividere le spese in coppia.
E per i coinquilini?
Quasi tutti i conti cointestati si fermano a due intestatari. Per una casa in tre o quattro, una soluzione che divide le spese senza un conto comune è più pratica: ne parliamo in come dividere le spese con i coinquilini.